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4-La rinascita

Sono rinato Venerdì  1 ottobre 2004.

A pagina 15 del quotidiano Le Monde, di mercoledì  13 agosto 1997, alla rubrica: ‘Toques en pointe‘, sotto il titolo ‘Bistrots: Les Dôme de Miage‘, si leggeva testualmente: « Piccola sosta sulla strada di Contamines: panorama sul massiccio del Monte Bianco; cucina onesta, italiana e savoiarda; menu con sette tipi di pasta e tre tipi di  risotto: quello allo zafferano eccellente! ».

L’articolo si riferiva all’Hotel Ristorante che, con Anna, avevo preso in gestione a Saint Gervais alla fine del 1995. Il cuoco del risotto ero io.

Penso che le prime riflessioni degli italiani venuti a conoscenza della pubblicazione del giornale francese siano state: forse Buzio conosce qualcuno molto potente in Francia, forse Buzio avrà corrotto il direttore di « Le Monde », i legami di Buzio erano sicuramente anche internazionali, Buzio avrà assunto (sempre coi soldi rubati ai contribuenti) un cuoco a Milano, qualcuno ha  intravvisto Buzio in cucina era « curvo » sui fornelli, non parlava, forse aveva paura dei carabinieri.

Un mio conoscente di Loano, proprietario della Discoteca « Ai Pozzi », bel locale degli anni ’70, dove ho trascorso serate simpatiche, in estate, ogni notte, verso le quattro del mattino, era solito riunire collaboratori e amici prima della chiusura per un ultimo bicchiere e in quelle occasioni amava raccontare episodi molto divertenti. Una volta, in particolare, fece queste considerazioni:  » Voi pensate che io sia diverso perché  sono fortunato: ho dei soldi, possiedo un locale conosciuto e frequento belle ragazze! Non è vero! Voi non avete capito niente. Ve lo spiego io che cosa ci differenzia. Immaginate che tutti quanti si salga su un pullman e che poi si scenda, senza una lira in tasca, in un altro Paese. Sono pronto a scommettere che dopo una settimana voi sarete morti di fame, mentre il sottoscritto possederebbe una bella automobile con autista. Questa è la differenza tra voi e me! ».

Questo ragionamento potrebbe essere fatto anche nel mio caso, ma non mi va di ricorrere ad argomenti simili. Vorrei invece che si pensasse che forse il risotto era buono, che forse il Ristorante era simpatico, che forse il cuoco ha sempre amato la cucina, che il ‘Bistrots‘ costava 10.000 franchi d’affitto al mese, che i forni sono bassi e che nessuno è più intelligente di un altro!

Sogni, null’altro che sogni. In verità se un giorno sarò senza una lira, come è probabile (anche i soldi rubati agli italiani finiscono!), costretto a dormire con i clochard a Parigi sulle griglie che ricoprono le prese d’aria del Metrò, per approfittare delle correnti calde, qualche giornalista imbecille scriverà: »E’ tutta una messa in scena. Lo fa per fare la vittima! ».

E ora chiudete gli occhi e cercate di immaginare. Sono le 11 di sera. Il sevizio è finito. Siete seduti sul divano accanto allo stereo: ascoltate e riascoltate la musica che più amate. E’  una serata di novembre, a Saint Gervais la gente è poca, è uno dei periodi più tristi dell’anno. Avete un bicchiere tra le dita del vostro prodotto preferito. Le pianure gelate del nord Italia vi ritornano in mente, ricordate i vostri amici, i vostri cari, le idee per le quali avete sempre lottato. In quel preciso momento capite che non potete continuare così, che la vostra decisione irrevocabile del 1993 deve essere suggellata da un atto senza ritorno.

L’indomani, 25/11/1999, firmai la mia domanda di naturalizzazione. Il decreto che mi attribuiva la nazionalità francese è stato pubblicato venerdì 1 ottobre 2004 che quindi è il giorno della mia rinascita.

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